edward-hopper-automat-1927Ore 04:57

Notte insonne.

Ennesima notte insonne.

Pensieri, pensieri..

Pensavo a quante volte ho sentito la solitudine altrui,l’ho fatta mia, ed ho sofferto per essa.
Quante volte ho guardato negli occhi un anziano signore ed ho sentito l’abbandono. Lacrime ardenti che bruciano il cuore.
Le sentivo dentro di me.
Quante volte, guidando la sera di Capodanno,per le strade di un paesino fantasma,ho visto il calore emanare dalle finestre, ed ho sentito un brivido freddo corrermi lungo tutto il corpo.
Ho sentito il freddo nelle ossa.
Il freddo di chi,la sera di Capodanno, come me , si estranea, sfugge dalle risate, dai giochi,dalle sbronze.
Di chi, come me,si siede, e fissa i rimasugli dell’albero di Natale.
Piccole luci gialle che si alternano in una danza ritmica.
Ho visto la sofferenza che trapelava dagli occhi di mio padre, di mia madre, dei sogni non realizzati, che pesano dentro, ogni giorno.
Ho compreso che non esistono buoni o cattivi. Esistono sofferenze che costruiscono muri di cemento armato in alcuni, ed ergono ponti di comprensione in altri.
La vita degli altri continua a pesare su di me.
Delle volte vorrei capire perché sento così intensamente chi incontro. Perché i loro occhi sono cosi chiari e limpidi da potervi leggere dentro.
Sarà forse che condividiamo tutti la stessa anima?
Ognuno le impartisce lezioni diverse.
Alcuni le fanno conoscere la felicità.
Altri la sofferenza.
Altri ancora la comprensione.
Ma quando la si incontra non si può far altro che sentirla, e sentire ciò che una parte di noi sente e impara.
Gioire o soffrire con essa.

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17 pensieri su “Notte insonne

  1. Tutto ciò che è pensabile è reale disse Parmenide, e tutto ciò che è reale fa parte della nostra esistenza, quindi anche i Pensieri fanno parte della nostra Esistenza, attenzione, parlo di esistere e non vivere, una piccola differenza che può rendere la nostra vita appagante o meno.
    Dunque l’esistenza si relazione con il nostro Essere che è soggetto al divenire, quindi al movimento, al fluire stesso del tempo, le nostre emozioni espresse tramite pensieri, riflessioni e opinioni, rappresentano questo divenire a cui tutti siamo soggetti, il dinamismo e non la staticità rappresenta il principio di vita, ciò di cui abbiamo bisogno per Essere.
    Non crucciarti se nelle notti insonni sei circondata da tanti pensieri, quasi tutti lo siamo, l’intensità degli stessi è proporzionale sempre alla nostra sensibilità, non possiamo fare a meno di avere un pensiero rivolto agli altri da noi, è naturale chiedersi come fai tu, se tutto ciò che ci circonda e che ontologicamente esiste, viene analizzato allo stesso modo anche da altri, è sempre stato così e sempre lo sarà perché la nostra Esistenza si relazione sempre con quella degli altri, ed è naturale che sia cosi.
    Buona domenica.. 🙂

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  2. Nelle notti insonni sorgono mille pensieri… sentire intensamente non è sbagliato, anzi… penso sia qualcosa di speciale, una sensibilità che in pochi hanno… forse dipende dagli occhi di chi guarda saper scavare nello sguardo altrui 🙂

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  3. Sapessi quante notti insonni ho trascorso anche io….e quante volte ho provato ciò che magnificamente scrivi. E quante volte mi sono posta le stesse tue domande. Credo che l’empatia sia un dono inestimabile ed una tremenda condanna allo stesso tempo. O si ha il giusto distacco o si è condannati a soffrire con la sofferenza degli occhi dei sofferenti. Dovremmo imparare anche a gioire con gli occhi di chi gioisce. Perché la vita è anche questo. Gioia. Forte immensa gioia. Ti saluto con l’immenso piacere di aver incontrato le tue parole

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  4. la sofferenza (a volte) erige ponti di comprensione verso gli altri: occorrono occhi che sappiano leggere gli sguardi altrui, pensieri e cuore che sappiano farsi invadere dalle pene d’altri, e tu a leggerti qui sembri possedere tutto questo.
    ml

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  5. La sensibiltà ci fa sentire queste domande che sono tanto più forti quanto più intensa è l’empatia.
    Mi sono sempre chiesta se chi ne è privo viva meglio. Io credo di no, si perde molto dell’umanità.
    Una serena domenica. 🙂
    Primula

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    1. Chi non sente e non si fa condizionare dal dolore proprio e degli altri, chi non vede oltre uno sguardo, chi non vede oltre le cose, vive, come una piantina dentro casa, non vede il sole, ma non rischia di esser spazzata via dal vento, dalla tempesta. Non saprei dire cosa è meglio, vivere, con spensieratezza ,al sicuro da tutto, e non vedere mai l’arcobaleno, dopo la tempesta, sentendomi grato di essere ancora qui, nonostante tutto?… è forse meglio morire insieme ai miei fratelli se il vento non si quieta..piuttosto che perdere le foglie, lentamente, senza sapere perché vivo e da dove vengo…? Siamo tutti figli del dolore, inevitabilmente. Chi lo comprende, chi lo accetta, chi lo vede negli occhi degli altri e piange lacrime di comprensione perché il dolore degli altri è il tuo dolore, vive nella sincerità, il resto è illusione..

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    1. La sofferenza è negli occhi, e quando sai riconoscerla arriva come un coltello al cuore, fa male soprattutto se la vivi sulla tua stessa pelle, forse è anche questo che ti porta a riconoscerla.
      Andando al punto, è valido per tutti, ovviamente, per me è così.
      Vedere tante persone a te vicine, soffrire, ti rende sensibile..
      La sofferenza sta anche nella cattiveria alcune volte, nel male che gli altri ti fanno, li si diventa un po’ ciechi nel saperla vedere, ma lo si comprende dopo tanto, quando si accetta se stessi e le proprie debolezze e sofferenze, allora si può imparare a capire.. Ad accettare il dolore, in tutte le sue manifestazioni.
      Il dolore abbraccia tutti, vederlo solo negli estranei, e non poter fare molto, sarebbe ipocrito.

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