Le parole

Le parole son tutto ciò che ho

e tutto ciò che mi manca.

Son tutto ciò che mi illudo di possedere.

Sono la mia struggente ricerca verso la libertà.

Sono la mia verità e la mia bugia.

Le parole mi liberano e mi imprigionano

tra le catene del disperato bisogno che ho di loro,

mi tengono legata al significato che cerco nelle forme che possiedono.

Risolvono i miei tormenti e ne creano sempre di altri.

Le parole delle volte mancano…

Mancano così tanto da passare le notti sveglia

a cercarle.

Scrivo, ma non parole, scrivo nella continua ricerca di esse.

19 Gennaio 2017

Giornata calda per essere Gennaio. Quasi primaverile.

Un caffè, un mandarino e due sigarette hanno accompagnato il mio risveglio in questo mondo.

La notte scorsa ha passato delle ore al telefono con una specie di amico.

Non so cosa mi leghi a lui, o cosa ho trovato di particolare nel suo modo di fare e di dire le cose…

Di una cosa però son felice, non mi piace affatto, nonostante la conversazione ed i piacevoli scambi di idee.

Avevo il timore di trovare qualcosa di lui nelle coincidenze che li legano.

Stupide coincidenze.

Lui, l’amico, manca di poesia.

Manca di lui.

Mi rendo conto che nonostante la voglia di scrivere di oggi, son più i pensieri astratti che mi assillano, che un qualcosa da trasmettere, e di riportare su queste pagine.

Penso che uno dei buoni propositi di quest’anno sia, o debba essere, qualcosa di concreto da dire.

Sento che non mi basta più una trascrizione dei pensieri fine a se stessa.

Voglio un significato.

Voglio trovare quella pace che tanto ricerco se non altro nelle parole che scrivo.

Spero di riuscirci.

In ogni caso, non so dire cosa accadrà oggi, nulla di ecclatante di certo.

Inizierò a cercare idee sotto il sole di oggi.

Una buona giornata amici.

 

Ti aspetto

Perché è sempre così complicato? 

Ti scriverei una lettera ma so che forse esagero, so che è antico e poco consono ai tempi, ma te la scriverei ugualmente.

Mi sentirei più libera di buttare giù tutto.

E questi anni di sofferenza e attesa meritano un foglio su cui sfogare la rabbia.

Se solo avessi il coraggio di scrivertela quella dannata lettera, ti direi quanto ogni giorno ti ho pensato, e quanto il tuo ricordo tormenti le mie notti..
Non ti dirò “ti amo”, non so più come chiamare questo sentimento così forte da non lasciarmi più libera.

Io ti aspetto. Aspetto che tu venga in mio soccorso. Che mi liberi da questa tormentosa attesa che è divenuta la mia vita.

Aiutami ad annullarti dalla mia vita,o non lasciarmi andare più via, ma fa qualcosa.

Sarei disposta a tutto, ma ho bisogno di smettere di aspettare, di cercare i tuoi occhi in altri occhi.

Devo smettere di camminare sotto la pioggia solo perché tu amavi farlo.

Di credere negli amori impossibili perché tu ci credevi.

Mi hai lasciata qui da sola. 

Ti ho perdonato, ma ho bisogno delle tue parole. Parole dure,  tanto dure da portarmi ad odiarti..

Perché non ti odio.. 

Non posso. 

Io..ti aspetto.

Sogno di te

lampione-notteSognarti,

lo faccio spesso.

Sei lì, al di là della bufera,

del vento,

della pioggia che punge come aghi sulla pelle.

Sei lì,

illuminato dalla luce offuscata di una notte,

illuminato da un lampione difettoso.

Compari,

poi sparisci alla mia vista.

Intravedo il tuo cappotto,

ed il tuo sguardo che fissa a vuoto oltre la tempesta.

Grido il tuo nome,

invano.

Mi faccio largo ,

con tutte le forze,

verso di te.

Sei irraggiungibile.

Notte insonne

edward-hopper-automat-1927Ore 04:57

Notte insonne.

Ennesima notte insonne.

Pensieri, pensieri..

Pensavo a quante volte ho sentito la solitudine altrui,l’ho fatta mia, ed ho sofferto per essa.
Quante volte ho guardato negli occhi un anziano signore ed ho sentito l’abbandono. Lacrime ardenti che bruciano il cuore.
Le sentivo dentro di me.
Quante volte, guidando la sera di Capodanno,per le strade di un paesino fantasma,ho visto il calore emanare dalle finestre, ed ho sentito un brivido freddo corrermi lungo tutto il corpo.
Ho sentito il freddo nelle ossa.
Il freddo di chi,la sera di Capodanno, come me , si estranea, sfugge dalle risate, dai giochi,dalle sbronze.
Di chi, come me,si siede, e fissa i rimasugli dell’albero di Natale.
Piccole luci gialle che si alternano in una danza ritmica.
Ho visto la sofferenza che trapelava dagli occhi di mio padre, di mia madre, dei sogni non realizzati, che pesano dentro, ogni giorno.
Ho compreso che non esistono buoni o cattivi. Esistono sofferenze che costruiscono muri di cemento armato in alcuni, ed ergono ponti di comprensione in altri.
La vita degli altri continua a pesare su di me.
Delle volte vorrei capire perché sento così intensamente chi incontro. Perché i loro occhi sono cosi chiari e limpidi da potervi leggere dentro.
Sarà forse che condividiamo tutti la stessa anima?
Ognuno le impartisce lezioni diverse.
Alcuni le fanno conoscere la felicità.
Altri la sofferenza.
Altri ancora la comprensione.
Ma quando la si incontra non si può far altro che sentirla, e sentire ciò che una parte di noi sente e impara.
Gioire o soffrire con essa.

Molo d’inverno

banchina-del-porto-mereu

Molo d’inverno.

Freddo Dicembre.

Abbracciati io e te riscaldavamo il gelo delle nostre mani tremanti,

e tu piangevi lacrime di rassegnazione.

Il nostro amore visse un giorno,

ma durò una vita nel mio cuore,

nostalgico dei baci incerti di un giovane uomo.

Lo sento, che il molo ci aspetta.

Aspetta di vederci tornare,

incamminarci al di là della stazione,

per avvolgerci nel suo abbraccio salmastro,

come le lacrime che si mischiavano sui nostri visi.

Aspetta di accogliere i nostri sguardi,

sguardi impregnati di malinconia,

di un addio mai pronunciato.

Sguardi persi nell’orizzonte.

.

Scrivere..

Scrivere è un pò come scoprire qualcosa di se stessi che latita nella parte più nascosta  dell’animo, e che non riusciamo ad afferrare fin quando non posiamo la penna sul foglio.

Da quel momento le parole, ed i pensieri dentro di noi, scorrono velocemente, e noi non possiamo far altro che seguirli in una danza di inchiostro.

Alle volte ci stupiamo di ciò che siamo capaci di tirar fuori, ci sentiamo possessori di un segreto che solo noi abbiamo, e vogliamo farne partecipe il resto del mondo.

 

 

Notti aspettando la luce

La scorsa notte, come tante altre del resto, era una di quelle notti che sai già che non potrai chiuder occhio, e quindi cerchi di vivere ogni singolo rumore della casa, lo assapori, finchè dura, il movimento.

Poi arriva il silenzio, ed i tuoi pensieri fanno avanti e indietro, nella testa.

Pensi al passato, pensi alla vita che vorresti e che non hai, pensi a lui.

Spesso si diventa la persona amata, è quello che ho imparato sulla mia pelle.

Ho assorbito il suo mal di vivere, la sua poetica malinconica, il suo sguardo afflitto, il lasciarsi portare via dalla tristezza ed arrivare persino a non poterne fare a meno.

Perchè quando soffri da cosi tanto tempo, un pò anche perchè lo vuoi, impari ad amare ciò che ti divora l’anima, e se un giorno viene a mancare , e sei felice, ti preoccupi e inizi a stare peggio di prima.

Tornando alla scorsa notte, questi sono in breve i mille pensieri che giravano nella mia testa.

So che la notte che verrà non sarà diversa, e sono curiosa di scoprire i pensieri che decideranno di rivelarsi a me.